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La Luna e il Giaguaro

 

Jaguar è la parola che fin dall'antichità il popolo guaranì utilizzava per riferirsi ad una delle più feroci pantere dell'America con cui condivide lo spazio. Mitologicamente il giaguaro è una di quelle divinità che periodicamente ha l'abitudine di "divorare" la sacra Yasi, Luna, lasciando l'umanità in tenebre interminabili. Sono molte le versioni che appoggiano questa profezia guaranì, e, sebbene molto diverse tra loro, ognuna cerca di spiegare il perché delle eclissi lunari. Una delle più conosciute è proprio questa:
 
Molto tempo fa, si svolse una bellissima e grande festa, dove la gente ballava e assaporava la sacra bevanda della festa, come ringraziamento alla bontà di NandeRu Tupa. Tra i presenti vi era anche una coppia, con una giovane figlia, Inomu, molto bella, attorniata dalle altre ragazze del villaggio. Nessuno si era accorto degli sguardi d'amore che la giovane Inomu aveva per Tatu Tupa, il dio armadillo. Ad un certo punto però, un'arakua (una sorta di pavone selvatico), cominciò a cantare una strana canzone che diceva: "... Inomu aspetta un bambino, Inomu aspetta un bambino!!!"
 
Sconvolti dalla notizia, i ballerini sospesero le danze ed i presenti, interrompendo la festa, cominciarono a sparlare della bella Inomu, che aveva disonorato la famiglia e violato le consuetudini del villaggio. I genitori della ragazza, pieni di vergogna per quello che aveva fatto la loro unica figlia, abbandonarono la festa e decisero a malincuore di cacciarla dal villaggio.

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 A nulla servirono le disperate suppliche della ragazza, per cercare di dissuadere i suoi genitori. Inomu, espulsa dal villaggio in cui aveva sempre vissuto, e disperata per quella umiliazione, piangeva sconsolata in mezzo alla selva, sperando che qualcuno avesse pietà di lei. Fu proprio allora che uno dei figli che aveva in grembo, cominciò a chiederle: "Mamma, mamma, perché piangi?

Inomu cercò allora di spiegare quanto era successo ai suoi figli: i bimbi cercarono di consolarla e si impegnarono ad indicarle la strada che portava a casa del loro padre, il dio armadillo, alla condizione che lei avesse raccolto tutti i fiori che avrebbe incontrato sul suo cammino. Così, carica di fiori, Inomu s'incamminò nella selva. Ad un certo punto però, stanca, iniziò a lamentarsi con loro, dicendo: "Ma non vi dà pena sacrificare ancora di più vostra madre, caricandola con tanti fiori?"

I bambini allora si arrabbiarono con la madre e smisero di parlarle. Fu così che Inomu si sbagliò di strada, arrivando dritta dritta nella tana di una famiglia di giaguari. Questi se la divorarono subito, risparmiando però i due gemelli, che vennero allevati da una vecchia giaguara. Quando i gemelli crebbero, vendicarono la morte della loro madre uccidendo tutti i giaguari, eccetto uno di loro, a due teste, che, ferito ad una delle teste corse a nascondersi sotto il tiru, mantello di un'anziana, Yasi, la luna, che sedeva nella collina.

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Quando i ragazzi arrivarono lì, Yasi mentì loro assicurando che non stava nascondendo nessuno ... Non appena però i due si allontanarono, Yasi si mise a gridare: "Aiuto, aiuto! il giaguaro mi sta divorando!". I gemelli ritornarono subito da lei, ma trovarono Yasi che rideva, prendendosi gioco di loro. Lo stesso scherzo si ripeté una seconda ed una terza volta ... Stanchi, alla fine, i gemelli le dissero: "Inutilmente chiederai soccorso quando il giaguaro ti divorerà davvero, perché nessuno verrà in tuo aiuto"

I guaranì credono infatti che quando la luna scompare (si eclissa), è perché il giaguaro la sta divorando. Per spaventarlo, i figli primogeniti devono allora gridare a pieni polmoni e l'intera popolazione provocherà dei rumori spaventosi in modo tale da spaventare far scappare il giaguaro. La macchia che si osserva nella luna secondo loro è la figura di un giaguaro accovacciato dentro il mantello di Yasi, la Luna.